Carlo Caselli è un personaggio straordinario. La mia conoscenza è superficiale, ma è stato sufficiente registrare il "giovanile" entusiasmo con cui mi ha parlato della sua professione di pittore per trarre considerazioni molto positive. Caselli è un artista che non si pone punti d’arrivo. La sua collaudata attività pittorica si compone, infatti, di numerosi punti di partenza, caratterizzati dal persistente impegno di proporre senza forzature qualcosa di diverso e di riscoprire la propria vocazione artistica.
L’amico giornalista Franco Carozza che vanta con Caselli una assidua frequentazione ne sottolinea a ragione "l’indole inquieta e curiosa" che sino ad oggi lo ha favorevolmente stimolato sul piano umano e professionale. Ecco allora Caselli ricercare nuove emozioni ed esplorare fisicamente il ricchissimo ambiente della Polinesia dove sono innumerevoli le sollecitazioni che mettono alla prova la sua creatività, dominata dall’incontrastata regalità del colore. Gli occhi e il cuore corrono tra ali spiegate di uccelli in volo, lingue di fuoco sul mare al tramonto, squame variopinte di pesci corallini, palme, spiagge e seducenti ragazze.
                 
In un’eccezionale esplosione di colori Caselli traduce in icone la vivace, passionale, calda e affascinante terra lontana. La Polinesia, al confine fra sogno e verità, utopia e realismo, ha lasciato tracce indelebili nell’artista, attivamente partecipe durante l’entusiasmante viaggio dello scorso febbraio di scenari incontaminati. L’idea ricorrente di Caselli è raccogliere emozioni, profumi e colori per riaccendere sulla superficie bianca della tela il dinamismo di luoghi sensuali ed attraenti.
Lo stimolo del ricordo è irrefrenabile e la memoria, per nulla scalfitta, offre una sequenza di immagini vive e mai annebbiate. Ma la "pittura - pittura" non gli è sufficiente per fissare il tempo trascorso in Polinesia. La materia, la "terra" nella sua fisicità, si rende necessaria ad evitare un pericoloso appiattimento del tutto inadeguato all'impetuoso incedere delle sensazioni ed alla volontà di trasferire quel vissuto altrimenti inenarrabile.
           
Le isole si staccano dallo sfondo e dominano la scena, gli scogli si ergono autorevolmente fra le onde del mare che non esita ad accrescere il tono di voce ed intimorire con il suo minaccioso fragore.
Quasi certamente Caselli ha goduto lo stesso incanto di Paul Gauguin, anch'egli affascinato durante la non breve permanenza a Tahiti, in Martinica, nelle Isole Marchesi da una cultura "immune dalle colpe e dai vizi di un industrialismo avanzante" (R. Barilli), fatta di leggende, tradizioni e miti in cui egli ha la possibilità di manifestare tutto lo spessore sociale del suo interesse. Lontano dal clima impressionista Gauguin contempla la straordinaria limpidezza della luce che definendo ampi orizzonti permette al pittore di rendere la "linea più sottile e decisa, il colore più schietto e ricco".
Il messaggio di Carlo Caselli è forte e chiaro. La personale rivisitazione dei luoghi avvicinati con amore esula da fini meramente descrittivi ed è una inebriante miscela di intuizioni istintive a colpire lo spettatore, posto dinanzi alla ricca espressività di una realtà cangiante e di una personalità "concretamente" sensibile. In queste sue opere c'è il sapore della vita, il pulsare della natura, la conquista della bellezza; un effluvio di sentimenti espressi nel colore modulato con inusuale energia. Valerio P. Cremolini
           

Pittore Carlo Caselli
"Punto d'incontro" Studio Esposizione - Via Roma, 38 - 19032 Lerici (SP)
Tel. +39 0187 964307 - Cell. +39 339 5814079 - info@pittorecaselli.com