Mostra Seduzioni Cromatiche

Carlo Caselli, Pittoscultura Lerici punto incontro tra arte moderna e pittoscultura

Carlo Caselli, Pittoscultura Lerici punto incontro tra arte moderna e pittoscultura

           
             
             
Carlo Caselli è un autentico maestro della tavolozza ed è artista nel vero senso tradizionale e gratificante del termine. Egli apporta un nuovo senso poetico alla pittura.La sua ricerca visiva gioca spesso sullo spessore materico e la sua diluizione... Virtuoso pittore-scultore, egli impasta i colori con sapienza, come in “barriera corallina”, dove il mondo marino viene esaltato tramite un’esperienza dalla forte liricità: composizione ricca di intuizioni... Una trasparenza marina misteriosa, dalla rivisitazione in chiave trasognata. Carlo Caselli in ogni composizione dalla densa materia pare raggiungere un mondo fuori da tempo e dalla storia, senza mai incorrere nell’artificiale o nella forzature letteraria. Paolo Levi

I vetri

     
           
La tecnica più innovativa è quella sperimentata sui vetri colorescenti di origine americana: vetri colorati impasti e tirati a mano, dalla superficie irregolare intarsiati già di una propria trama. Caselli li legge, ne studia il disegno originario per poi interpretarli, scovando il suo tratto e quindi liberando le sue forme, agendo sul vetro con smalti colorati.Il risultato è un’opera d’arte coloratissima, di una vivacità che colpisce con immediatezza l’occhio assorbendolo di una trama complessa e accattivante. Una danza di colori e tratti che si unisce alla luminosità di queste superfici cangianti che mutano di tonalità incontrandosi con la luce, naturale e artificiale: il dono è quello di sfumature sempre nuove che, se si nutrono di luce, a loro volta la restituiscono in un gioco magico infinito che ci estranea dal mondo quotidiano per catapultarci in un mondo solare e sempre mutevole. Federica Delucchi

Vittorio Sgarbi da “ I giudizi di Sgarbi”

Carlo Caselli è un pittore che opera con il colore a olio sulla tela, o con lo smalto su supporti spesso inusuali, vetro, velluto, alcantara, avvalendosi anche di impasti polimaterici, e che comunque evidenza un approccio diretto e immediato con l’immagine. Il suo tratto è rapido e incisivo, spesso avvolgente e serpentino, e molto prossimo al colorismo dei fauves, in quanto la sua tavolozza guarda essenzialmente alla suggestione luminosa delle cromie, senza porsi il problema di aderire fedelmente alla naturalezza o a qualsiasi altra tipologia del reale. Tuttavia egli opera in chiave risolutivamente figurativa, esercitando una trasformazione del vero piuttosto radicale. Privilegiando un assetto composito dove l’immagine non aderisce mai realisticamente al modello, egli propone una visione di sicura rassomiglianza, basata su una stesura spesso monocromatica che deborda dalla forma,per attuare una sua personalissima rilettura evocativa. Se tratta un soggetto floreale, il pittore può giocare espressivamente con un’ampia gamma di rossi squillanti, che occupano lo spazio in modo esasperato e quasi informale. Altre volte invece sembra preso dall’incantamento del mare, e allora la composizione diventa una sinfonia di densità liquide, ma nel contempo anche un’esplosione di luce azzurra e bianca, dove la pastosità del colore suscita l’impressione di imprevedibili trasparenze. Il rapporto che intercorre tra Caselli e la natura è amoroso e trasfigurante, ma anche di sfida ai mezzi tradizionali della rappresentazione. Gli impasti materici manipolati dall’artista con maestria alimentano un processo compositivo che deforma l’identità figurale, per enunciarne piuttosto l’essenza visiva. Da questo punto di vista è esemplare il caso di una figura femminile nuda allungata sulla spiaggia, che muta la pelle in una Metamorfosi, come cita il titolo, raccontata nel suo divenire, ossia nella fase intermedia di passaggio verso una nuova sostanzialità minerale. Come in una scultura bidimensionale, la fisicatà carnale si fa pietra, trasmutando la sua verosimiglianza nelle fattezze di un idolo, e seguendo il percorso a ritroso di un moderno Pigmalione. Caselli più che esprimere un bisogno di realtà sceglie dunque di narrare a forti tinte l’immanenza caotica di un eden primigenio, in parte incomprensibile, ma esteticamente compiuto secondo l’ordine naturale del creato.

Anche se nella loro evidenza immediata appaiono omogenei, questi lavori presentano diverse stratificazioni di materia pittorica e interferenze di sostanze opache o vetrose, che lasciano intravedere l’enigmaticacità di un procedere quasi alchemico. In certi casi le superfici figurali possono dilatarsi in momenti fantasmagorici che esorbitano oltre i limiti del supporto, in altri si contraggono in coaguli astratti di puro colore, oppure si distendono in paesaggi sottomarini, o in raffigurazioni femminili, che citano esplicitamente le figure esotiche di Gauguin, in tutti questi casi prevale comunque l’aspetto emozionale di una ricerca guidata da un’energia compositiva instancabile. Il lavoro di questo artista, che è poeta istintuale - le cui notevoli capacità di dominio della materia si traducono in un codice rappresentativo di immediata leggibilità - esalta il valore di una cifra stilistica del tutto personale. In verità, si può anche sostenere come questo pittore abbia voluto varcare i confini tra figurazione e astrazione, dove la mimesis si è attuata nella narratività del colore, nella sinuosità del segno e in un immaginario che ha tratto forma e sostanza dalle trame segrete della memoria onirica. Un ulisside

Quando ebbi occasione, gironzolando per Lerici, quasi sospinta da una necessità sconosciuta, di soffermarmi incuriosita ad osservare la mostra di Carlo Caselli non mi aspettavo certamente che avrei incontrato un ulisside, non quello di Omero, non quello di James Joyce, ma questo di Dante senza il quale non si sarebbe potuta affrontare ed in parte capire la grande tematica dell’essere, l’identità del principioe della fine. Così ho sperato e creduto di conoscere Carlo Caselli cogliendo il momento clou della sua ampia produzione che è il risultato di anni di appassionato lavoro - appassionato e felice là dove egli interroga le molteplici anime della natura e con la sottile armonia di pittura e scultura vuole, anzi esige, una risposta alla ricerca costante della loro scoperta - quest’ansia che lo tormenta fa di lui una creatura che si rinnova,oserei dire, si ricrea mentre si arrichisce della conoscenza, talvolta solo intuita, altrove posseduta, non scopre barriere che lo possano impedire.I suoi quadri sono l’espressione di un mondo a sè che tenta un altro mondo, di cui vuole testimoniare la propria partecipazione.
E così i misteri che hanno affascinato i tentatori dell’arte si aprono ad altri e nuovi misteri, alcuni risolti, altri mai soluti: misteri dello spirito e della materia. Il suo bel quadro intitolato “Metamorfosi”, che ci presenta un nudo di donna, non occasionalmente certo sulla riva del mare, può aiutarci a comprendere e a conoscere meglio il nostro autore. La donna portatrice di vita, così come il mare ne è la culla ed il mare non avrebbe ragione di esistere senza la spiaggia, così come la nave senza approdo, così come i moti dell’anima senza la coscienza di essi - ed allora, quanto potrebbe sembrare limitante ed antitetico appare integrato ed integrante, come tutto deve essere,nell’armonia della natura che non può far guerra a sè medesima. La donna in metamorfosi, una metamorfosi che si presta ad una interpretazione positiva e negativa solo in apparenza, si ricompone dalla carne alla pietra, o meglio alla roccia, e dalla roccia alla carne senza che si possa stabilire quale delle due sarà l’ultima metamorfosi, perchè l’ultima non esiste. E qui il nostro Caselli si apre al mistero dell’essere che è principio di materia e spirito ma anche di ragione e senso, integrati ed integranti. Questa metamorfosi è solo apparente, l’essere rimane uno nell’armonia di sè e questo ce lo viene dimostrando proprio il Caselli quando si esprime nella sua pittoscultura che diventa mezzo senza essere estraneo al fine proposto... Prin - Abelle Iana

Pittore Carlo Caselli
"Punto d'incontro" Studio Esposizione - Via Roma, 38 - 19032 Lerici (SP)
Tel. +39 0187 964307 - Cell. +39 339 5814079 - info@pittorecaselli.com

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